Blocchetto Pian Parallelo

Il blocchetto pianparallelo, anche detto blocchetto di riscontro, è un calibrofisso costituito da un parallelepipedo lavorato in modo da ottenere due facce contrapposte perfettamente parallele, distanziate tra loro di una quota precisa (spessore nominale). I blocchetti pianparalleli vengono anche chiamati blocchetti Johansson, dal nome dello svedese Carl Edvard Johansson che li brevettò. Raramente i blocchetti vengono usati singolarmente, è invece normale acquistarli e usarli in serie più o meno numerose. Le serie hanno blocchetti di dimensioni differenti, con progressioni aritmetiche che permettono, combinando pochi elementi, di poter creare molti altri calibri. La combinazione avviene attaccando due o più blocchetti sui piani lavorati. L’adesione si genera per azione delle forze molecolari tra le due superfici piane finemente lavorate. La serie ‘classica’ di Johnsson è composta da 47 blocchetti con 5 progressioni (da 0,001 a 10mm) e blocchetti che vanno da 1mm a 100mm, questa permette di creare calibri arbitrari da 1mm a 200mm con step di 0,001mm. Altre serie commercializzate sono da 32, 88, 103 e la più completa in assoluto da 122 blocchetti. Esiste poi una serie “speciale” da 10 blocchetti, dove i nominali dei blocchetti sono studiati per gli step taratura di viti micrometriche (che deve essere controllata in varie posizioni nella sua rotazione), nello specifico la serie è composta da bpp con nominale 2,5 – 5,1 – 7,7 – 10,3 – 12,9 – 15 – 17,6 – 20,2 – 22,8 – 25 mm.

I blocchetti possono essere utilizzati:

  • come dima, per verificare la rispondenza dimensionale di un oggetto (controlli passa/non passa);
  • come strumento di misura, per effettuare rilievi dimensionali (fino alla risoluzione di 0,001mm);
  • come strumento di riferimento, per controllare la precisione di misura di altri strumenti (utilizzazione come campione).

Fonte Wikipedia