Paraolio

Il paraolio è un elemento di tenuta per prodotti lubrificanti (quali possono essere il grasso e l’olio) interposto tra due elementi con superfici cilindriche, quali un tubo o asta interno e un supporto esterno, ma esistono anche dei paraoli per il funzionamento a secco, progettati per una tenuta pneumatica.

I paraoli devono reggere movimenti differenti a seconda dell’impiego:

  • Rotazioni assiali tipico nella maggior parte delle applicazioni dei paraoli, un esempio sono i cuscinetti stagni
  • Scorrimento assiale tipico nelle forcelle delle moto

I paraoli sono progettati in modo che è sempre la parte interna dello stesso a fungere da tenuta, questo perché si ha una resa migliore nel tempo e una maggiore tenuta massima, la quale varia a seconda delle condizioni operative.

Il corpo del paraolio è comporto da una struttura metallica, che permette di conferire una certa resistenza e stabilità dello stesso, tale corpo viene poi ricoperto da un composto che oltre a rivestire la struttura metallica funge da tenuta grazie al labbro e all’eventuale molla.

Il labbro permette la tenuta e in genere viene coadiuvato da una molla che ne migliora le performance nel tempo, in alcuni casi il labbro può essere doppio o essere associato ad un altro labbro, ma con funzione di raschiapolvere, in modo da migliorare la vita utile del labbro di tenuta.

Tale labbro a seconda della differenza di pressione ai suoi capi viene definito a bassa pressione, quando questa non supera i 0,5 bar, mentre per pressioni massime di circa 10 bar si utilizzano paraoli ad alta pressione, ma tale tenuta varia anche a seconda delle altre condizioni operative; Nel caso il labbro non possa garantire una tenuta pneumatica, viene in genere rivisto con una rigatura elicoidale con capacità idrodinamica a livello del labbro di tenuta, in quanto i rilievi che costituiscono tale profilo rigato portano l’elemento lubrificante verso la parte interna evitando o riducendo la perdita dello stesso.

Nel caso debba lavorare a secco, quindi senza lubrificante o con scarso lubrificante il labbro per evitare di consumarsi in modo eccessivamente veloce si ricorre a materiali più resistenti, quali il PTFE (politetrafluoroetilene).

A seconda del lubrificante, delle condizioni operative e delle caratteristiche che deve garantire il paraolio può essere realizzato in vari materiali gommosi.

Fonte Wikipedia